Abruzzo da vedere – Bosco di Sant’Antonio
Il paesaggio da fiaba del Bosco di Sant’Antonio in Abruzzo Un tempo era considerato una foresta sacra dedicata a Giove, oggi regala invece scenari indimenticabili e magici
L’incanto del Bosco di Sant’Antonio, nei pressi di Pescocostanzo (L’Aquila), ha sempre suscitato reverente meraviglia: per la sua aura di sacralità, in età classica fu dedicato a Giove, mentre nel medioevo a Sant’Antonio.
Situato tra i monti Pizzalto e Rotella si sviluppa lungo la strada suggestiva che attraversa un altopiano a 1300 metri di quota, tra i paesi di Cansano e Pescocostanzo.
Al suo margine meridionale si distingue un’antica costruzione: è il caratteristico eremo di Sant’Antonio costituito da una piccola chiesa con il campanile a vela e da alcuni locali destinati ad abitazione degli eremiti.
Il bosco ha un’estensione di circa 17 ettari ed è ricco di faggi plurisecolari di dimensioni monumentali e con forme a volte molto originali. Nei cicli stagionali pullula di vita e sa sorprendere il visitatore con suoni, colori, luci e profumi sempre diversi. Un luogo dove le voci e i silenzi della natura si avvicendano, suggerendo allo spirito emozioni importanti.
Un’esperienza immersiva in un ambiente incontaminato che è anche un po’ un percorso dell’anima… E immersi noi siam nello spirto silvestre d’arborea vita viventi (G. D’Annunzio)
Il Bosco di Sant’Antonio è uno degli esempi di foresta millenaria meglio conservate d’Europa.
Anticamente ritenuto un luogo sacro, fu dedicato a Giove, e successivamente protetto dal disboscamento per tutta la sua estensione ai tempi del medioevo e consacrato a sant’Antonio.
Proprio la cura di questo bosco adibito a pascolo per gli animali ha fatto si di dargli la sua attuale conformazione con sottobosco rado e giganteschi faggi secolari a forma di candelabro, dovuta appunto ad una particolare tecnica di potatura.
Camminare in questo bosco secolare è un’esperienza a dir poco mistica, dove colori, forme e luci si mescolano andando a formare nella mente del visitatore figure ancestrali ed andando a risvegliare nel suo cuore emozioni naturali sopite nel profondo che non pensava di poter provare.
Il percorso è adatto a tutti, dalle famiglie agli anziani e trova dei punti di appoggio nel chiosco sulla strada ed il centro sci di fondo e l’imbocco si trova sulla bellissima strada che da Cansano e Sulmona porta a Pescocostanzo.
Il sentiero è il didattico numero 10 ad anello che richiede circa un’ora di cammino e si snoda nella faggeta per 4km attraversando la foresta e giungendo fino all’Eremo di sant’Antonio che sorge in mezzo a vecchi ruderi pastorali.
Recentemente i faggi più antichi e caratteristici sono stati rinominati con nomi derivati da saghe fantascientifiche come il “Faggio di Sauron” o quello di “Fangorn” e sono numerosissimi.
L’esperienza che si può vivere tra questi antichi alberi è davvero “4 season” infatti è praticabile appunto in tutte le stagioni, dalle belle giornate estive e primaverili passando per il meraviglioso autunno dove il “foliage” la fà da padrone e infine in inverno dove viene attrezzato un anello di fondo ed è possibile affittare appunto sci e ciaspole.
Indirizzo e contatti

