In EBike nella Valle Giumentina e L’Eremo di Santo Spirito
In E-BIKE Nella Valle Giumentina, i Tholos , Roccamorice e L’eremo di Santo Spirito
Descrizione Itinerario con E-BIKE: Partenza Bivio Abbateggio/ Caramanico dopo San Valentino, attraverso stradine sterrate raggiungeremo per prima il borgo di Decontra, da qui si può raggiungere L’ Eremo di San Bartolomeo (dimorò Papa Celestino V) 45 min in più percorso a Piedi ma da vedere per la sua Bellezza. Proseguendo la nostra pedalata ci immergeremo completamente nella Valle Giumentina, dove potremo ammirare i Tholos ( Per strappare terra e pascolo alla montagna, con la pietra i pastori e i contadini della Majella hanno scritto un capitolo non trascurabile della storia dell’architettura abruzzese, dando vita a una tipologia di costruzioni spontanee frequentissime sulle balze ed i pascoli della montagna: le capanne a tholos, dette in dialetto “pajare”. Innalzate con un ingegnoso sistema di costruzione a secco, senza l’uso di cementi, il principio costruttivo su cui si basano non conosce i fondamenti ingegneristici né degli archi, né della volta) per visitare poi Ecomuseo del Paleolitico (L’Ecomuseo di Valle Giumentina, posto di fronte all’omonimo importante e noto giacimento preistorico del paleolitico, si propone come sistema integrato per la valorizzazione delle principali valenze della Maiella settentrionale. Attraverso la riproposizione di sei capanne in pietra a secco, architetture povere tipiche dell’ambiente agro-pastorale abruzzese, il pubblico viene infatti guidato in un percorso didattico e conoscitivo, alla lettura del paesaggio naturale, archeologico e storico derivato da un affascinante e secolare rapporto tra uomo e ambiente.) . L’ambiente attraversato è quello tipico delle aree agricole di media montagna con alternanza di colture erbacee di vario genere (cereali e foraggere), pascoli, incolti ed aree boscate. Per quanto riguarda i manufatti in pietra, il complesso più interessante che si incontra è sicuramente quello di Valle Giumentina, situato poco dopo l’inizio dell’itinerario se si parte dalla località Fonte Cugnoli (Abbateggio). Tutto il giro si svolge in ambiente molto panoramico, con belle visuali sia sul massiccio della Majella che sulla montagna del Morrone, mentre più in lontananza è ben visibile il massiccio del Gran Sasso. Non raro è anche l’incontro con animali selvatici, cervi e caprioli soprattutto. Con una breve deviazione dal percorso, è inoltre possibile visitare il suggestivo Eremo di San Bartolomeo. Riprendiamo la nostra pedalata per raggiungere
Roccamorice, pedalando sulle strade che sono state splendido scenario del Giro D’Italia raggiungeremo con una affascinante e comoda salita resa piacevole ed agevole dalle nostre E-Bike Valle egli Eremi. Il primo a cui faremo visita sarà il suggestivo Eremo di San Bartolomeo. L’Eremo di San Bartolomeo in Legio nel Comune di Roccamorice è sicuramente uno dei più iconici e rappresentativi degli eremi e dei luoghi di culto rupestri della Maiella.
Incastonato all’interno della verticale parete del vallone omonimo, San Bartolomeo, costruito interamente in pietra addossato ad una cavità naturale sospesa al di sopra del torrente, è famoso per il legame con Pietro da Morrone, meglio conosciuto come Papa Celestino V.
Colui che impropriamente viene definito il “Papa del Gran Rifiuto” frequentò infatti questo romitorio dalla metà del XIII e all’interno dell’eremo sono ancora visibili, la Scala Santa e la celletta eremitica dove il Santo Papa Eremita dimorò.
Da qui ripartiremo per raggiungere l’eremo di Santo Spirito. Lontano dalla modernità e dal caos, è uno dei luoghi più suggestivi e di culto che la splendida terra abruzzese conserva gelosamente. E’ l’eremo di Santo Spirito a Majella che si erge a 1130 metri di altitudine. Incastonato tra le rocce, a detta di molti, è di una bellezza disarmante.
Non si conosce precisamente la data di origine, ma sembra che fu Papa Vittore III a lasciare traccia nel 1053 dell’esistenza di questo luogo. Quando scoprì questo posto, infatti, fece costruire subito una chiesa. Nel 1246, fonti certe riportano la presenza di Papa Celestino V (Pietro da Morrone) che fece ristrutturare l’eremo e costruire l’oratorio con una prima cella. Fu proprio lui a dare il nome “Santo Spirito” all’oratorio della Majella. Nel tempo, con l’arrivo di nuovi confratelli, fece ampliare i lavori, realizzando nuove celle e aggiungendo anche un secondo oratorio. Nel 1278 il Vescovo Nicola di Fossa concesse all’eremo il titolo di monastero. Fatta visita all’Eremo riprenderemo la strada del ritorno fino al punto di partenza
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