In E-Bike Tour Wild dei “Tre Borghi” Mutignano, Atri, Silvi

Tour Wild dei “Tre Borghi” Mutignano, Atri, Silvi

ITINERARIO

Partendo Pineto e costeggiando il Mare Adriatico, attraverso la pista ciclabile ci si addentra nell’entroterra pedalando fra i vigneti fino a raggiungere il Borgo antico di Pineto: Mutignano. Piccolo e grazioso, questo centro storico è ricco di cultura e suggestione.

Riempiti gli occhi di stupore, si prosegue verso la Città di Atri per un tuffo nella storia e nell’arte. La città ricca di chiese e palazzi vi conquisterà con il suo fascino e la sua eleganza.

Lasciando Atri ci dirigiamo su un percorso particolarmente panoramico che ci entusiasmerà per la sua bellezza e per gli splendi scenari a volte selvaggi  che si incontreranno scendendo verso la costa. Una bellissima e non molto impegnativa salita ci porterà ad incontrare l’Antico Borgo Marinaro di Silvi Paese  la Perla dell’Adriatico caratterizzata da diverse chiese e da un fantastico belvedere da cui poter godere da una vista mozzafiato oltre 100 k  di costa Adriatica.  Da qui, infine, si torna verso Pineto passando per l’area marina protetta della Torre del Cerrano e la sua meravigliosa pineta.

 

APPROFONDIMENTI: 

ATRI

Città dalle origini davvero antiche, Atri sorge su una collina a 442 metri d’altitudine nel comprensorio delle Terre del Cerrano. La città si trova incastonata tra il Mar Adriatico e il massiccio del Gran Sasso e si rivela come uno dei più importanti centri storici dell’Abruzzo. Atri ha una storia davvero lunga tanto che già in età etrusca la città era considerata un importante centro commerciale. Durante il periodo romano, invece, Atri era nota come il nome di “Hatria” e secondo alcune fonti pare l’Imperatore Adriano fosse nato proprio in questa città. Verso la fine del XIV secolo la città divenne proprietà del conte di San Flaviano Antonio Acquaviva e capitale del famoso Ducato di Atri. La famiglia degli Acquaviva dominò su queste terre fino alla metà del Settecento quando la città rientrò sotto il controllo del Regno di Napoli. Oltre a conservare un patrimonio storico ed architettonico davvero unico Atri si trova vicino ad importanti località marine, come Roseto e Silvi Marina, e non troppo lontano dai principali parchi della regione. Tutti questi dettagli rendono questa città una base perfetta per poter esplorare anche diversi territori circostanti. Non bisogna, infine, dimenticare che Atri è da sempre nota per la produzione della liquirizia, una vera e propria tradizione che sembrerebbe risalire addirittura all’epoca romana. Assaggiare la liquirizia di Atri è una delle cose da fare assolutamente acquistandola in una delle storiche botteghe del centro. – https://turismo.abruzzo.it/teramo/atri/

Cosa vedere ad Atri Il caratteristico borgo di Atri oggi si presenta con un centro storico raccolto che ha saputo conservare gran parte del suo aspetto medioevale. Qui è possibile ammirare numerose bellezze artistiche, architettoniche e scorci davvero suggestivi sulle località circostanti. La città è caratterizzata dalla presenza di numerose chiese, palazzi storici e musei. Tra i gli edifici più interessanti ci sono il Palazzo dei Duchi Acquaviva, la rocca Medievale di Capo d’Atri, i resti del Teatro Romano e il Teatro Comunale. La ricchezza del patrimonio storico, culturale ed artistico di Atri è testimonianza della grande importanza che la città ha avuto nel passato. Tra i rioni più caratteristici ci sono Capo d’Atri, Santa Maria e San Giovanni, dove si possono percorrere delle strettissime vie che permettono il passaggio di una sola persona alla volta. Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta 1 Piazza Duomo, 2, 64032 Atri TE, Italia La Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta è stata costruita tra il XIII e il XIV secolo al posto dell’Ecclesia de Sancta Maria de Hatria, risalente al IX secolo. Questo primo edificio religioso a sua volta era stato edificato nel luogo in cui sorgeva un tempio di Ercole. La facciata presenta un grande portale sormontato da un rosone e da una nicchia con una statua della Madonna con Bambino. L’interno è a tre navate e conserva importanti affreschi del Quattrocento eseguiti da artisti locali, un battistero del Cinquecento e una serie di cappelle rinascimentali. Chiesa di Santa Reparata 2 Corso Elio Adriano, 1, 64032 Atri TE, Italia Annessa alla Concattedrale di Santa Maria Assunta, sul lato meridionale, si trova la Chiesa di Santa Riparata la cui costruzione risale al 1355. Nel Settecento l’edificio religioso ha subito importanti lavori di rimaneggiamento che hanno conferito uno stile barocco. Attualmente la Chiesa si presenta esternamente con un portale sormontato da una nicchia con una statua di Santa Riparata che è la patrona della città. L’interno è ad una navata e presenta ricche decorazioni in stile barocco e, su un altare, sono presenti le statue dell’addolorata e del Cristo morto. L’articolo di maggiore pregio, però, è il grande baldacchino ligneo realizzato da Carlo Riccione verso la fine del Seicento. [/place] Palazzo dei Duchi d’Acquaviva 3 Piazza Duchi d’Acquaviva, 191, 64032 Atri TE, Italia Noto anche come Palazzo Ducale, il Palazzo dei Duchi Acquaviva è stato eretto nel 1395 e per quasi quattro secoli è stato la residenza della famiglia Acquaviva d’Aragona, duchi di Atri. Il primo complesso qui costruito era stato eretto sui resti di edifici romani per poi essere ristrutturato e ampliato più volte nel corso del tempo. Ora il palazzo è sede del Municipio e al suo interno conserva ancora una Natività del XVI secolo e qualche copertura a sarcofago mentre esternamente spicca una torretta che è stata ricostruita nei primi del Novecento secondo uno stile medievale. Mura di cinta Fina dai tempi più antichi la città di Atri è sempre stata provvista da una cinta muraria che serviva a proteggere il centro del borgo. Nel XIII secolo il centro storico era, molto probabilmente, più grande di quello attuale tanto che Atri disponeva di ben 13 porte d’ingresso e di due piccole fortezze. Verso la fine del XIV secolo, però, l’agglomerato urbano si ridusse e questo costrinse a riedificare le mura e a ridurre il numero di porte a sette. La Porta di San Domenico è l’unica delle sette porte cittadine ad essere ancora in piedi e prende il nome dalla chiesa a cui si trova annessa. La porta è stata edificata in laterizio a metà Cinquecento prendendo come modello le porte trecentesche con l’arco a sesto acuto. – https://turismo.abruzzo.it/teramo/atri/

 

Mutignano 

https://www.borghiautenticiditalia.it/borgo/mutignano-frazione-di-pineto

Posto su un’altura dalla quale domina il mare e contornato dall’incantevole fenomeno calanchivo, Mutignano è un borgo di origine medievale, che rappresenta le radici storiche di Pineto, cittadina della riviera adriatica abruzzese.

Mutignano è un antico borgo, e primo insediamento di quella che è oggi l’attuale Pineto. L’insediamento risale al periodo medievale e si sviluppa linearmente su un crinale attorno alla via principale da dove si diramano i caratteristici vicoli, sino ad arrivare al Parco Castellaro, considerato il primo sito storico del paese.

Il nome del borgo deriverebbe da Mutini Fanum, tempio del dio Priapo Silvestre. L’interpretazione sembra però alquanto fantasiosa perché basata su tradizioni mitiche e senza nessun riferimento a fonti documentarie. Ancora oggi il toponimo denomina uno slargo del borgo, a riprova del tributo al dio degli orti e dell’agricoltura di Mutignano, centro dalla vocazione agricola.

Il borgo è caratterizzato dalla presenza di diversi murales che rappresentano scene di vita quotidiana, dipinti su alcune facciate che danno sulle vie e le piazze principali.

Tutt’attorno il centro abitato è caratterizzato dalla presenza dei calanchi, fenomeno geomorfologico di erosione del terreno prodotto dal dilavamento delle acque su rocce argillose degradate e con scarsa copertura vegetale.

L’origine di Mutignano è legata all’antica Hatria Picena, l’odierna Atri, vera e propria città ducale.

La posizione strategica in cui sorge il borgo fa pensare che gli abitanti di Mutignano siano dello stesso ceppo degli atriani, ai quali sono rimasti legati nella difesa e custodia del porto di Cerrano. Infatti Mutignano ha subito tutte le vicissitudini di Atri, come parte integrante del territorio, subendo e sopportando le dominazioni di Goti, Longobardi e Acquaviva.

 

Si hanno notizie di Mutignano già nel 958 quando si trova tra i borghi soggetti alla giurisdizione diocesana di Penne. Nel 1140, epoca in cui si registravano nel borgo 48 famiglie, l’abate di S. Giovanni in Venere offre due soldati di Mutignano; ne vengono offerti il doppio per una nuova spedizione nel 1193. Il borgo è rimasto alle dipendenze della diocesi di Penne fino al 1° aprile 1251, data in cui passa sotto la neocostituita diocesi di Atri.

Da dati catastali del 1400 emerge che Mutignano: “era questo antico e grosso casale diviso in Mutignano Vecchio o Castellano e Mutignano Nuovo, quello verso la marina. Il comune atriano vi nominava un mastro giurato e sei giurati per reggerlo suo nome, era aggregato per il catasto al quartiere S.Giovanni con un imponibile ragguardevole di 64 once, ossia di 404 ducati. Vi era la chiesa di S.Silvestro e quella di S.Biagio, di S.Pietro, di S.Maria del Castellano e di S.Maria a Valle nei pressi della marina (cat 1499)”.

Mutignano conserva un patrimonio architettonico ed artistico di riconosciuta valenza come la Chiesa medievale S.Silvestro Papa, Santo patrono del borgo le cui reliquie, arrivate a Mutignano nel 1683, sono custodite nella statua lignea di Sant’Ilario martire, custodita a sua volta all’interno della chiesa.

Altre pregevoli opere si trovano all’interno dell’edificio di culto dedicato a San Silvestro Papa: un trittico di De Litio risalente al 1400; un affresco di scuola senese del 1400 raffigurante la madonna con il Bambino e i Santi protettori; una Croce astile, un Turibolo e una navicella d’argento del 1450, opere del cesellatore Nicola Gallucci da Gardiagrele; un prezioso Crocifisso in marmo; una pittura su tela del 1600 riproducente la Madonna col Bambino e il Battistero del 1631.

Appena prima dell’ingresso del borgo, salendo da Pineto, è situata la chiesa di Santa Maria della Consolazione, rara testimonianza, in quest’area geografica, di chiesa con impianto a croce greca.  La chiesa venne eretta nel 1408 nella località conosciuta come “Cona”, ragion per cui ancora oggi viene indicata come “Chiesa della Cona”, ovvero luogo dove veniva venerata “l’Icona”.

Agli occhi di cittadini e visitatori la chiesa, definita diruta già negli anni ‘20 del secolo scorso, si presenta racchiusa in una recinzione di protezione quasi a volerne preservare la sagoma in attesa di miracolosi interventi. A questa Chiesa, con Bolla Pontificia, fu concesso il privilegio dell’Indulgenza plenaria ad instar partiunculae da lucrarsi l’8 Settembre di ogni anno. Sembrerebbe che la Chiesa fosse stata da subito elevata a Santuario e dotata di una Porta Santa, grazie alle pressanti richieste del Ducato di Atri, diventando presto meta di un pellegrinaggio molto partecipato.

È oggi utilizzata come Auditorium l’antica chiesa dedicata a S. Antonio ed ancor prima a S. Chiara. L’aspetto attuale non rivela l’origine duecentesca della chiesa che tra Trecento e Quattrocento, passata in gestione ai Francescani, affiancata da un convento in cui risiedeva una comunità francescana, fu soppressa poi come le altre dalla bolla papale del 1653 di Innocenzo X. Fu poi il Duca Troiano Acquaviva d’Aragona, 1729, a finanziarne la ricostruzione nelle forme che possono essere ammirate attualmente. Raffinati decori in stucco e tele databili al 1700 impreziosiscono all’interno la struttura a navata unica.

 

Nel cuore del centro storico è presente anche una Chiesa di culto protestante edificata agli inizi del 1800. Dapprima la piccola cappella venne dedicata a S. Ilario, a seguito di un crollo dovuto ad una frana venne completamente ricostruita nel 1881 in stile neogotico per il culto protestante. Presto abbandonata è stata acquistata nel 2010 da un privato che la convertirà probabilmente in struttura ricettiva.

Il Colle del Parco Castellaro, con il suo magnifico belvedere, ospita la Pineta Castellaro, 2000 metri quadrati di verde dati da 17 alberi di Quercus Ilex, da 11 Fraxinus Excelsior, Pinus Halepensis e da esemplari di Pinus Pinea, questi ultimi in gran parte abbattuti dall’importante nevicata del 2016.

 

Nel corso dell’anno sono diverse le manifestazioni culturali e sportive organizzate dalle associazioni locali per accontentare grandi e piccini. Dal festival delle birre artigianali alle rievocazioni storico-culturali, ce n’è per tutti e per tutti i gusti.

Torre del Cerrano: L’Area Marina Protetta Torre del Cerrano si trova fra i Comuni di Pineto e Silvi e delimita sette chilometri di costa. La Torre di Cerrano raggiungibile da Pineto attraverso una splendida pineta, oggi ospita il Centro Internazionale di Formazione Veterinaria oltre alla Biblioteca e al Museo del Mare con l’Info-point dell’Area Marina Protetta. Secondo gli storici Strabone e Sorricchio i resti archeologici antistanti alla Torre sarebbero quelli del porto dell’antica colonia romana di Hatria, l’odierna Atri. Nell’area è presente un buon numero di specie animali marine; nell’ambiente subacqueo dell’area protetta è facile imbattersi in svariate specie di pesci e molluschi tra i quali importanti banchi di Chamelea gallina (vongola comune).

 

 Silvi paese

Il borgo di Silvi Alta. Noto per essere la terrazza sul mare Adriatico, ha un piccolo centro storico rialzato che gli regala dei punti panoramici decisamente suggestivi. Il borgo è noto anche con il nome di Silvi Paese, perché identifica la parte storica della cittadina.
Di origine medioevale è infatti affiancato dalla città più recente di Silvi Marina, ideale se vuoi passare qualche ora in spiaggia.

Il centro di Silvi Alta è decisamente raccolto e ti basteranno pochi minuti per attraversarlo completamente, ma i suoi scorci suggestivi sapranno attirarti e farti prendere la visita con la dovuta calma.

Dove si trova Silvi Alta

Silvi Alta è un bellissimo borgo in provincia di Teramo. Siamo quindi in Abruzzo e, più in particolare, sulla costa Adriatica. In realtà il centro di questo borgo è più vicino alla città di Pescara che a quella di Teramo. Dista infatti da questo capoluogo di provincia appena una ventina di chilometri in direzione nord.

Il borgo domina la costa, situata a pochissima distanza, e la raggiunge attraverso Silvi Marina, la parte più recente della città. Questa risale all’ottocento e venne fondata dai pescatori che decisero di trasferirsi più vicini alla costa, ormai al sicuro da eventuali incurisioni via mare.

Tutto intorno al borgo di Silvi Alta potrai vedere ampi campi coltivati e le colline di Città Sant’Angelo e della suggestiva Atri, oltre che dei piccoli calanchi.

Cosa vedere a Silvi Alta

Il centro storico di Silvi Alta è costruito su di un colle a 240 metri di altitudine e regala un affaccio sul vicinissimo mare e sulla sottostante Silvi Marina, di origine più recente. Il centro storico è estremamente raccolto e dotato di una via principale, Corso Umberto I, dalla quale si diramano brevi vicoli circondati dalle case antiche. Sui confini del centro puoi affacciarti sul panorama circostante e vedere, oltre il mare, anche il fenomeno dei calanchi e parte della catena montuosa del Gran Sasso d’Italia.

La sua posizione arroccata sulla collina la rendeva fortificata dalla natura stessa, in quanto difficilmente raggiungibile e con un punto di controllo sul territorio circostante decisamente favorito. L’intero centro è sorretto da grandi archi di rinforzo, costruiti dopo il terremoto del 1933. In quell’occasione vennero trovati degli archi analoghi di dimensioni più piccole, risalenti all’epoca romana.

Silvi Alta è tanto piccola quanto bella e lo stesso Gabriele d’Annunzio non esitò nel definirla la perla dell’Adriatico.

Ecco cosa vedere a Silvi Alta durante una breve passeggiata.

Chiesa di San Salvatore

Appena entrato nel borgo di Silvi Alta ti troverai davanti la sua chiesa principale: la chiesa di San Salvatore. È una chiesa antica, risale infatti agli inizi del XII secolo, ed è collegata all’antica porta d’ingresso medioevale che conduce ai vicoli del centro. Questa si trova sulla facciata esterna della chiesa.

La grande chiesa di San Salvatore è titolata al santo che fino al XVI secolo era considerato il protettore della città, titolo poi passato a San Leone. Il suo aspetto attuale è frutto di diversi interventi, uno dei quali ha addirittura cambiato l’orientamento della facciata. Sul fianco sinistro puoi vedere la forma di tre vecchi portali estremamente decorati e frutto del lavoro degli stessi scultori che portarono a termine il duomo di Atri.

La facciata attuale della chiesa di San Salvatore risale invece agli inizi del settecento, come il campanile che dal 1851 ospita l’orologio civico prima posizionato nella chiesa di Sant’Antonio.

Gli esterni sono in mattoni con una cornice in pietra sul basamento che corre su Corso Umberto I, utile per eliminare la pendenza della strada. Internamente gli spazi sono distribuiti su di un’unica navata decorata in stile barocco. Qui ci sono tre altari, dedicati alla Madonna del Carmine, a San Giuseppe e a San Leone. Quest’ultimo contiene il busto del santo martire, realizzato nel 1766.
Di origine medioevale sono invece le due acquasantiere ottenute con parti di un antico tempio romano e i resti dell’affresco di Santa Caterina d’Alessandria risalente agli inizi del duecento.

Fontana di Silvi Alta

 

Quando si parla di fontana a Silvi Alta, non si può che riferirsi alla fontana novecentesca posta agli inizi di Corso Umberto I. Questa sorge praticamente al fianco della chiesa di San Salvatore ed è caratterizzata da una vasca semicircolare alimentata da tre getti d’acqua.

I tre getti sono all’interno di altrettante nicchie ad arco a tutto sesto dotate di loro vasche. L’acqua in eccesso confluisce nella vasca sottostante di dimensioni decisamente più ampie. Sopra ad ogni arco è riportato il simbolo di Silvi e l’intera fontana è ricavata in un muro in mattoni che segna il perimetro di una piccola piazzetta rialzata in cui trovano posto gli ingressi di piccole case del centro storico.

Belvedere di Silvi Alta

Visitando Silvi Alta non puoi perdere il suo belvedere. Questo è probabilmente il luogo a cui la cittadina deve la sua celebrità.

 

Il bevedere di Silvi Alta è nel punto più orientale del borgo, dove la via Circolare Meridionale si incontra con la via Circolare Boreale. Qui c’è una piccola piazzetta allestita con i tavolini di una locanda e svariate panche in cui puoi fermarti a contemplare il panorama.

Ai tuoi piedi vedrai la costa Adriatica, con i suoi paesi e le sue città, tra cui Silvi Marina al di sotto di Silvi Paese e Pescara poco più a sud. Ma non c’è solo il mare, prima della costa troverai i calanchi che caratterizzano quest’area. Basse colline verdeggianti anticipano alture più alte in un susseguirsi di panorami incantevoli a 360 gradi.

Ti consiglio di percorrere anche le due vie Circolari, per godere a pieno di questi panorami.

Torre di avvistamento Belfiore

 

Praticamente al termine di corso Umberto I, all’interno della piazzetta del belvedere, puoi vedere la torre Belfiore. Questa era una torre di avvistamento che faceva parte di un sistema più complesso di controllo del territorio. Nel 1568 durante il regime aragonese, infatti, il commissario presidente della Regia Camera di Summaria dispose di costruire 14 torri costiere in Abruzzo, che potessero vedersi l’un l’altra. Lo scopo era quello di inviare segnali di fumo in caso di avvistamento di nemici dal mare.

La Torre Belfiore serviva a ripetere eventuali segnali ricevuti dalle coste ed avvisare gli abitanti del borgo in caso di pericolo imminente, così che potessero evacuare. Questa torre è anche l’unico elemento che rimane dell’antico castello fortificato di Silvi Alta, costruito nel trecento.

All’interno della torre erano presenti diversi tipi di guardie: i soldati, i cavallari e i torrieri, che sapevano leggere e scrivere e che venivano scelti dall’esercito spagnolo. A loro era affidato il compito di comandare il distaccamento, di gestire il vettovagliamento, le munizioni e in generale tutto ciò che era dato in dotazione alla torre.
Durante il periodo estivo, visto l’aumentare delle incursioni via mare, aumentava il numero di uomini al servizio delle torri.

Nel 1754 quando il regno spagnolo strinse un accordo con i saraceni per evitare le incursioni, la torre Belfiore, così come le altre, iniziò a svolgere un servizio di monitoraggio contro il contrabbando e di controllo del territorio, oltre ad essere impiegata come abitazione.

Torre di avvistamento

 

Continuando a camminare per i vicoli di Silvi Alta scoprirai un ricco insieme di casette e scorci suggestivi. Percorrendo la via circolare Boreale, sul lato settentrionale del centro storico, arriverai alla torre di avvistamento. Questa seconda torre nel centro cittadino è ben nascosta tra le facciate delle case che oggi vi sono praticamente appoggiate.

Sul lato esterno puoi vedere l’ingresso al piano rialzato, seminascosto dala scalinata che serve anche il primo piano di una vicina casa, e una finestra circolare al di sotto del tetto. Il tetto ricoperto da tegole è inoltre dotato di piccole torrette decorative dalla forma di camino.

Chiesa di San Rocco

 

La chiesa di San Rocco è la seconda chiesa presente a Silvi Alta. Questa è di origine cinquecentesca, ma il suo aspetto venne rivisto sia nell’ottocento che nel novecento. Inizialmente fu edificata come cappella rurale.

La sua facciata è a capanna, con due colonne laterali che la stringono. L’alto portone di accesso è sormontato da una monofora che illumina gli interni, mentre a chiusura della facciata c’è una piccola cornice con al centro una croce che si innalza verso il cielo. Sul retro della chiesa si erge invece il campanile a vela, dotato di una piccola campana a vista.

Negli interni della chiesa di San Rocco sono estremamente semplici e distribuiti su di un’unica navata. Qui è presente un altare barocco con una statua in legno che ritrae il santo.

Torre del Cerrano

Dal centro storico di Silvi Alta e dal suo belvedere puoi notare la torre del Cerrano, che appartiene al vicino comune di Pineto. Questa appare piccola e direttamente sulla costa.

La torre del Cerrano fa parte dello stesso sistema di controllo della costa della torre Belfiore e proprio con questa comunicava attraverso segnali di fumo. Questa torre venne costruita nel 1588 e il suo nome è legato al torrente Cerrano che a 500 metri da qui sfociava in mare dopo essere sceso dai colli di Atri.

All’antica struttura sono state aggiunte nei secoli altre componenti, come la parte più alta e quelle laterali, realizzate nel novecento da alcune famiglie che si insediarono nella torre, utilizzandola come abitazione. Solo nel 1981 venne liberata, quando passò nelle mani della provincia di Teramo.

 

Oggi all’interno della torre del Cerrano trova posto il museo del Mare, l’info point dell’area marina protetta e il centro nazionale di formazione veterinaria dell’istituto zooprofilattico sperimentale per l’Abruzzo e il Molise.

Davanti alla torre del Cerrano c’è il porto Cerrano, che in epoca romana era noto come porto della città di Hadria. Alcune ricerche subacque condotte negli anni ottanta dello scorso secolo hanno dimostrato l’esistenza di questi resti. Nel trecento il porto era al centro di una fiorente attività commerciale ed era dotato di un piccolo borgo, con tanto di torre, case, ospizio, oratorio, chiesa e chiostro.

Il porto del Cerrano scomparve totalmente nel 1627 a causa di un terremoto che fece sprofondare in acqua tutta la struttura, per via del cedimento del versante collinare.

Indirizzo e contatti

Indirizzo

atri

GPS

42.5797836, 13.97535

Telefono


Dettagli del percorso

Lunghezza del percorso

45km

Durata del percorso

4ore ca.

Difficoltà

TC (turistico)

Tipologia tracciato

Percorso su strade sterrate dal fondo compatto e scorrevole, di tipo carrozzabile

Dislivello

980m

Consigli utili

Equipaggiamento

Portare uno zainetto per riporre le vostre cose, giacca a vento. Una bottiglia/borraccia acqua eventuale ricambio, consigliabile portare uno snack o panino.

Abbigliamento

Abbigliamento comodo e sportivo a strati con scarpe da ginnastica. Se si possiedono pantaloncini da ciclista con fondello imbottito meglio indossarli. Uno zainetto per riporre le vostre cose, giacca a vento. Una bottiglia/borraccia acqua eventuale ricambio, consigliabile portare uno snack o panino.


Info costi

Costo

40

Il costo comprende

Noleggio e Bike,
Accompagnatore qualificato,
Supportoe assistenza,
Casco GRATIS

Pagamento

Il pagamento si effettuerà il giorno stesso dell’evento.

Se possiedi una tua e-Bike

E’ possibile partecipare anche con la propria E-Bike al costo di € 20,00.
P.S. con bicicletta mantenuta efficiente, kit riparazione (pompa, estrattori, attrezzo multiuso, camere di scorta, forcellino di scorta)


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Gianni sarà lieto di darti tutte le informazioni utili