In E-Bike nella Valle degli Eremi, Santo Spirito e San Bartolomeo
In E-BIKE nella Valle degli Eremi, Santo Spirito e San Bartolomeo
Itinerario : Bivio Roccamorice, Roccamorice, Eremo di San Bartolomeo, Eremo di Santo Spirito
Descrizione itinerario con E-BIKE: Partendo dal Bivio di Roccamorice, pedalando sulle strade che sono state splendido scenario del Giro D’Italia raggiungeremo dapprima il Borgo Di Roccamorice, poi, dopo un affascinante e comoda salita resa piacevole ed agevole dalle nostre E-Bike raggiungeremo la Valle egli Eremi. Il primo a cui faremo visita sarà il suggestivo Eremo di San Bartolomeo. L’Eremo di San Bartolomeo in Legio nel Comune di Roccamorice è sicuramente uno dei più iconici e rappresentativi degli eremi e dei luoghi di culto rupestri della Maiella.
Incastonato all’interno della verticale parete del vallone omonimo, San Bartolomeo, costruito interamente in pietra addossato ad una cavità naturale sospesa al di sopra del torrente, è famoso per il legame con Pietro da Morrone, meglio conosciuto come Papa Celestino V.
Colui che impropriamente viene definito il “Papa del Gran Rifiuto” frequentò infatti questo romitorio dalla metà del XIII e all’interno dell’eremo sono ancora visibili, la Scala Santa e la celletta eremitica dove il Santo Papa Eremita dimorò.
Da qui ripartiremo per raggiungere l’eremo di Santo Spirito. Lontano dalla modernità e dal caos, è uno dei luoghi più suggestivi e di culto che la splendida terra abruzzese conserva gelosamente. E’ l’eremo di Santo Spirito a Majella che si erge a 1130 metri di altitudine. Incastonato tra le rocce, a detta di molti, è di una bellezza disarmante.
Non si conosce precisamente la data di origine, ma sembra che fu Papa Vittore III a lasciare traccia nel 1053 dell’esistenza di questo luogo. Quando scoprì questo posto, infatti, fece costruire subito una chiesa. Nel 1246, fonti certe riportano la presenza di Papa Celestino V (Pietro da Morrone) che fece ristrutturare l’eremo e costruire l’oratorio con una prima cella. Fu proprio lui a dare il nome “Santo Spirito” all’oratorio della Majella. Nel tempo, con l’arrivo di nuovi confratelli, fece ampliare i lavori, realizzando nuove celle e aggiungendo anche un secondo oratorio. Nel 1278 il Vescovo Nicola di Fossa concesse all’eremo il titolo di monastero.
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