Abruzzo da vedere – Le Pagliare di Tione
Ai piedi del Monte Sirente, nei pressi di Tione degli Abruzzi in provincia de L’Aquila, è rinato da qualche anno un villaggio “Le Pagliare di Tione” antico insediamento agro-pastorale nel cuore della Valle dell’Aterno dove” il tempo non vale niente”.
Ai piedi del Monte Sirente, nei pressi di Tione degli Abruzzi in provincia de L’Aquila, è rinato da qualche anno un villaggio “Le Pagliare di Tione” antico insediamento agro-pastorale nel cuore della Valle dell’Aterno dove” il tempo non vale niente”.
La sentenza la diede nella prima metà degli anni ’20 l’etno-linguista Gerhard Rohlfs durante il suo viaggio in Abruzzo.
Contadini e pastori della Valle Subequana, in epoca medievale, terminato il rigido inverno, salivano sull’altopiano per coltivare i terreni e pascolare le greggi in quella che usualmente viene chiamata “transumanza verticale” con lo scopo di coltivare le terre montane per la sussistenza alimentare delle famiglie dei pastori e contadini e garantire nei pascoli dell’altopiano un foraggio migliore per il bestiame.
La piana era infatti interamente coltivata con legumi, grano solina, farro e patate.
Qui edificarono alcuni insediamenti rurali costituiti da diverse strutture in pietra adibite allo stoccaggio del foraggio degli animali da ciò anche il termine “pagliai”.
Successivamente esse sono state anche adibite ad abitazioni da parte dei pastori che pascolavano le greggi nella zona.
Dalla metà del secolo scorso le casette non sono più utilizzate per gli scopi originali, di questa comunità rimangono i racconti narrati dai più anziani di Tione davanti a uno scoppiettante camino.
Molte costruzioni negli anni sono crollate; più di recente alcune di esse sono state acquistate e risistemate fa da parte di privati cittadini del luogo ed anche da stranieri che le frequentano per pochi giorni l’anno.
La risistemazione edilizia è stata realizzata senza alterare la struttura originaria, così che l’insediamento non ha perduto in alcun modo la sua autenticità. L’energia elettrica è prodotta da pochi pannelli fotovoltaici installati sui tetti e nessuna antenna o altro segno della modernità è stato aggiunto, tanto che internet e telefono non hanno segnale ed il silenzio è rotto solo dal muggito di qualche mucca che può capitare di incontrare o dall’ abbaiare di qualche cane lupo. Non ci sono più i contadini con la loro transumanza verticale, ma non sono nemmeno comparsi negozi, alberghi o ristoranti, benché gli edifici siano oggi seconde case.
Si tratta sempre e comunque di proprietà private da trattare con rispetto.
Il villaggio è disposto a quote diverse con una cinquantina di casette di pietra autonome, distribuite a maglie larghe sui terrazzi del pendio. Costruite con pietra calcarea a pianta con il tetto a spiovente, le unità più semplici si sviluppano su due piani sovrapposti quello superiore adibito ad abitazione e quello inferiore a stalla per rimessaggio foraggio e bestiame. Le unità più ampie vedono l’edificio residenziale, arricchito da verande e cortili (le antiche aie per la trebbiatura), separato dal locale della stalla e dal pagliaio.
Nel cuore del villaggio sorge la cappella dedicata alla Madonna di Loreto, piccola come si addice ad alta quota. La facciata si alza su un piazzale erboso ed è dotata di una gradinata che dà accesso al portale, due finestre, un oculo in alto e la cavità che ospita la campana. Al centro del villaggio si scopre la presenza più originale: un grande pozzo circolare rivestito di pietra, ricavato da un inghiottitoio naturale, dal quale veniva attinta l’acqua piovana scendendo e salendo lungo due gradinate interne e simmetriche.
Alle Pagliare di Tione ha sede un’associazione culturale “Il melo di nonno Dario”, signore di Tione che con dedizione e amore, ha potato un melo prospiciente il suo pagliaio affinché producesse fino ad oggi frutti piccoli ed aspri, poco appetibili soprattutto per noi esseri umani abituati a frutti molto ricercati ed esotici. Eppure, nonno Dario curava il suo melo “perché altrimenti la natura avrebbe preso il sopravvento”.
L’associazione crede in un recupero coerente del borgo, non solo per riviverlo ma per viverlo: una differenza non da poco.
Per far conoscere e vivere le Pagliare, l’associazione organizza nei periodi estivi attività varie all’aria aperta per grandi e piccini: dalla caccia al tesoro per famiglie, alle degustazioni dei tipici prodotti locali (formaggi, ricotta di pecora, legumi, pane di solina e la tipica “fritta dorata” costituita da pane bagnato nell’uovo e fritto) oppure il mercatino dell’artigianato coinvolgendo le realtà locali.
Il Melo di nonno Dario fa anche manutenzione dei sentieri, insieme ad altri enti ed associazioni, al Parco Regionale Sirente Velino ed al Comune di Tione degli Abruzzi. L’associazione è senza scopo di lucro, apartitica, e si basa sul volontariato. I comuni di Tione degli Abruzzi e Rocca di Mezzo danno all’associazione un contributo a consuntivo e rendicontazione delle spese sostenute. La tessera associativa annuale costa 15 euro e comprende degustazioni e la partecipazione alle varie attività dell’anno.
Il borgo si trova ad una quota di circa 1.100 mt. tra la stupenda parete nord del Monte Sirente e l’alta Valle del fiume Aterno.
Non sono solo queste rustiche architetture a rendere interessante questa zona montana ma soprattutto l’imponenza dolomitica del Monte Sirente e delle sue Valli limitrofe.
Nell’altopiano oltre al villaggio delle Pagliare di Tione sono anche visibili anche le Pagliare di Fontecchio e Fagnano meno frequentate ma di bellezza non inferiore.
Dalle Pagliare di Tione, infatti, partono numerosi sentieri fino al Sirente e all’Altipiano delle Rocche; l’itinerario che conduce alle Pagliare di Fontecchio è di circa 5 km ad andare e altrettanti al ritorno.
Non vi sono sensibili differenze rispetto all’altro villaggio, salvo le peggiori condizioni di conservazione. Osservando però con attenzione gli edifici si può ricostruirne la progressiva evoluzione storica dalle forme più semplici dei ricoveri spartani alle dimore residenziali più “confortevoli”.
La distanza rilevante dai paesi del fondovalle sconsigliava il faticoso pendolarismo giornaliero; la soluzione preferibile era quella di spostare l’intera famiglia in una dimora stabile pur se temporanea. Era così possibile sfruttare appieno le ore di luce delle lunghe giornate estive per il lavoro agricolo sui campi, per la trasformazione dei prodotti agricoli, per l’allevamento del bestiame e per la lavorazione del latte. Il ritorno in paese avveniva periodicamente per poter rifornirsi di beni di prima necessità. Avendone l’opportunità è vivamente consigliabile la visita interna delle case. Si possono così apprezzare l’integrazione tra la pietra delle pareti e il legno dei pavimenti, la presenza del camino, le cisterne per la raccolta dell’acqua piovana e le opere di canalizzazione, la gestione degli spazi di lavoro e di riposo. Ulteriore elemento di interesse sono i muretti, i recinti di pietra quadrati e circolari, gli stazzi notturni per gli ovini.
Il panorama è godibile in ogni direzione e spazia dal Sirente, che l’aria limpida dà la sensazione di poterlo toccare con mano, alla catena del Gran Sasso e alla Maiella, come dire due Parchi Nazionali e uno Regionale.
L’intera area è ideale per escursioni a piedi, a cavallo ed in mountain bike e negli inverni con abbondanti nevicate, anche con le ciaspole.
Altro itinerario non meno interessante e bello è il sentiero 17 che porta dalle Pagliare di Tione a Rocca di Mezzo su terreno di medie difficoltà della distanza di circa 10 Km.
Scendendo verso Tione c’è poi la magnifica valle Subequana, con Goriano , Beffi co il suo superbo castello, Acciano; un’ ampia valle, prevalentemente collinare, costellata da borghi medievali e solcata dal fiume Aterno; villaggi d’altura in pietra e splendide terrazze sulla catena montuosa del Sirente-Velino, tutto questo a pochi chilometri dalla città dell’Aquila, in un territorio spesso sconosciuto a molti aquilani che in parte in questi posti hanno le loro origini familiari.
Abbiamo raggiunto la località delle Pagliare di Tione in una limpida e stupenda giornata autunnale il giorno prima del lockdown di ottobre 2020.
Dall’ Autostrada A24-A25 Roma-Pescara, siamo usciti al casello autostradale di Pratola Peligna-Sulmona. Proseguendo poi per Corfinio, Raiano, Castelvecchio Subequo, Secinaro e Goriano Valli siamo arrivati a Tione. Di qui abbiamo girato a sinistra prima della Chiesa di San Nicola e di fronte l’ufficio postale e proseguito in salita per la strada che porta alle Pagliare. L’insediamento è raggiungibile con una strada ben segnalata che inizialmente è asfaltata e ad un certo punto diventa sterrata ma facilmente transitabile.
Dall’uscita dall’autostrada (Casello di Pratola Peligna) la distanza è di circa 40Km la gran parte su strade asfaltate e facilmente percorribili.
Un consiglio per chi decidesse da far visita alle Pagliare: non ci sono servizi, è un borgo disabitato e la rete telefonica è praticamente assente: tuttavia è proprio questa la sua particolarità; qui si respira una pace e tranquillità che è davvero difficile trovare da altre parti e poi …le casette, i prati, la vista sul Sirente, … semplicemente unico.
Per chi volesse poi soggiornare in zona vi sono comunque alcune strutture ricettive (in particolare Bed and Breakfast) nei paesi di Tione , Secinaro come anche a Castelvecchio Subequo.
Per un tour fotografico ogni stagione ha il suo fascino, in quanto la natura la fa da padrona. Ci si sente veramente immersi nel paesaggio, è come tornare indietro nel tempo… tanto silenzio, di quello che ti rigenera!
Un Borgo fuori dal tempo!!!
Foto e descrizione a cura di Dino Natale e Luciano Sergiacomo
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